La direzione artistica del Circo Nazionale Lidia Togni è come sempre affidata al più giovane dei figli della signora del circo di Casa Togni, ovvero Vinicio. Grande appassionato di cavalli e un vero intenditore di quadrupedi tanto da possederne tantissimi. A parlare di questo nuovo show è proprio, Vinicio Togni, 40 anni, che a fine luglio è diventato papà per la seconda volta di un meraviglioso maschietto dal nome di Vinicio Togni jr.

Ancora emozionato per la nascita del tuo secondo genito?

E’ una cosa grandiosa, imparagonabile, indescrivibile, Lei pensi che è il mio primo maschio e si chiama come me ed è stupendo…Tutta la nostra città viaggiante impazzisce per lui e non è mai solo neanche un momento. Pensi che la mia prima figlia che ha compiuto due anni è già attratta dai miei cavalli e ogni giorno che passa sembra dirmi che i cavalli saranno il suo futuro.

Come mai avete voluto presentare uno spettacolo sul ghiaccio in tempi come questi?
Penso che il circo aveva bisogno di rinnovarsi e cosi abbiamo voluto azzardare a portare in giro per l’Europa da una parte la tradizione con i numeri classici del circo dall’altra l’innovazione con questa immensa pista ghiacciata, un corpo di ballo russo e numeri acrobatici sul ghiaccio. Devo dire che non abbiamo sbagliato a giudicare dal successo del pubblico. La televisione il cinema erano più avanti di noi e così abbiamo introdotto nel circo coreografie, giochi di luce da grandi intenditori per rendere il tutto al passo con i tempi. Questo è gia il circo del futuro… Tra l’altro noi abbiamo eliminato le carovane per trasferire tutto nei containers per poter essere all’altezza di none vere difficoltà quando ci spostiamo all’estero con navi, aerei e treni. Lei pensi che con questo caldo tenere sempre in attivo la pista di ghiaccio è una fatica enorme…però è anche vero che chi viene a vedere lo spettacolo sta anche più fresco.

Cosa vedremo sotto il tendone del Lidia Togni sul ghiaccio?
Beh un insieme di cose che non vi farà pentire di esserci venuti a trovare: nuove straordinarie coreografie grazie al corpo di ballo del circo di mosca sul ghiaccio, un numero di barra russa sul ghiaccio da far venire i brividi e ancora i Cinesi del bunghy jumping, in 6 con gli elastici dall’alto del circo faranno evoluzioni da non credere. C’è anche una contorsionista con i candelabri e ancora saltatori nei cerchi che a vederli ci si stupirà, pensate che anche noi rimaniamo sempre senza parole e poi anche tanti animali, dai cavalli, agli elefanti ad una parata di animali esotici.

Tu sei il re incontrastato in pista con gli animali, come ti è venuta questa passione?
Direi che non si tratta di passione ma di amore. Io sono nato nel circo e quindi il mio primo contatto è stato proprio con gli animali. Quando ero piccolo ricordo di aver avuto pochi peluche perché giocavo con gli animali dal vivo. Mia mamma quando mi doveva cercare veniva sempre nella scuderia degli elefanti ero sempre lì a guardarli a dargli da magiare a parlare con loro giocavo con loro. Man mano che crescevo mi rendevo conto che io non potevo che proporre in pista gli animali così oggi sono diventato una specie di timoniere dell'arca di Noè.

Quando hai cominciato con quella che tu ritieni la tua passione...i cavalli?
Esattamente 25 anni fa, avevo 12 anni e il mio primo numero era rappresentato dai pony dello shetland. E’ ovvio che come tutti i bambini lo prendevo per un gioco, ma la mia semplicità e tranquillità nel presentare quei piccoli cavalli incantava il pubblico.

Come mai la scelta di usare dei cavalli siculi, di San Fratello, nel tuo spettacolo?
Questi cavalli hanno una storia strana. Io dovevo comprare un gruppo di equini per lo spettacolo, un mio amico mi ha detto che avrebbero portato al macello tre cavalli e se volevo potevo salvarli. Io non ho aspettato due volte sono corso al macello, ho visto questi splendidi esemplari e ho fatto di tutto per sottrarli ad un drammatico destino, pagando tutto quello che hanno voluto. Li ho portati al circo ho visto che erano splendidi e bravi, quasi fossero riconoscenti nei miei confronti. Tutti mi dicevano che questa cavalli della razza dei Sanfratellani che vengono allevati a pochi chilometri da Messina, non sarebbero stati capaci di lavorare nel circo, perché erano troppo grandi... Invece io sono riuscito a mettere su un numero di grande effetto che oggi invidiano tutti e ho continuato a comprare cavalli Sanfratellani fino a formare un gruppo da 12 che vedrete esibirsi in pista proprio qui al Foro Italico. Sono molto orgoglioso di portare in giro per il mondo un pezzo di Sicilia.

C'è un animale in particolare che ti fa paura?
No, nessuno: se uno decide di lavorare con gli animali non può avere paura altrimenti è un uomo finito. Con gli animali bisogna avere un rapporto come tra padre e figlio, avere una specie di dialogo essere gentili e rispettarli, far fare quello che loro vogliono fare. Chi non fa questo non avrà mai degli amici in pista.

Hai mai avuto incidenti in pista?
Di incidenti nel circo ne capitano tutti i giorni, la nostra è una vita a rischio, viaggiamo tanto quindi la strada è già un grosso pericolo; siamo a rischio per bufere e vento e possiamo rischiare anche con i nostri animali che a volte ci fanno del male perché vogliono giocare. Io personalmente ho avuto qualche problema con i cavalli ma roba da poco.

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